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Recensioni
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Mestre Film Festival 2008
Venerdì 10 ottobre 2008 alle 20.30 verrà proiettato nella rassegna il videoclip Dell'america. Giunto alla undicesima edizione il Film Festival di Mestre accoglie cortrometraggi, video per ragazzi ed un concorso internazionale di videoclip musicali. Dell'america sarà in gara insieme ad un altro video di Marzio Mirabella e Massimo Santimone
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I Jamin tb su Primocanale martedì 11 marzo 2008 ore 12 circa.
Intervista in diretta TV con Vittorio Sirianni, presentazione del nuovo videoclip Dell’America video e info su Spazio Incontri FNAC e sul concerto dell'11 marzo. Presentazione pubblica del Progetto Emergendo
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Spazio INCONTRI FNAC 11-03-2008
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Jamin tb. Un gruppo genovese anomalo, nato sull'onda della memoria, suona dal vivo e presenta il suo primo album Canzoni in bottiglia in occasione del concerto del 13 marzo al Teatro della Gioventù di via Cesarea, dal titolo Serata d’Autore. Introduce Paolo Battifora.
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Recensione su Il SecoloXIX dell'11-03-2008
Le loro canzoni risalgono a trent’anni fa, ma quando la musica è una passione vera e una salda amicizia resiste al trascorrere del tempo, anche i sogni possono trasformarsi in realtà. E' quel che è successo ai genovesi Bruno Vitali, sindacalista, Walter Romagnoli, operatore sociosanitario, e Sandro Secchi, insegnante e consulente informatico (insieme nella foto), che, alla soglia dei cinquant'anni, hanno ripreso in mano chitarre e spartiti per incidere quei brani frutto delle loro esperienze di gioventù. Così, ritagliandosi qualche spazio tra impegni di lavoro, attività di volontariato e incombenze familiari, i tre genovesi hanno dato vita alla Jamin t.b. (il termine genovese richiama la fatica che accomuna un po' tutti quanti, mentre l'acronimo sta per "temporary band") e, grazie all'aiuto di qualche amico musicista professionista, Gianiuca Polizzi su tutti, hanno realizzato "Canzoni in bottiglia", cd composto da dodici canzoni risalenti alla tine degli anni settanta, hanno tatto seguire un video visibile su YouTube e MySpace e raggiungibile dall'home page dei sito internet del gruppo. E non è finita, perché giovedì sera, al Teatro della Gioventù di via Cesarea (ore 21, biglietto 12 euro) faranno il loro debutto in un concerto cui prenderanno parte alcuni ospiti speciali quali i chitarristi Marco Tindiglia e Fabrizio Cosmi e il cantante Matteo Merli. Un'anteprima dell'esibizione vi sarà questo pomeriggio allo spazio incontri della Fnac di via XX Settembre (ore 18, ingresso libero) ove il trio presenterà alcune delle canzoni rimaste a lungo chiuse nel cassetto. "Fotografie che fissano un momento delle nostre vite", le canzoni in bottiglia dei Jamin t.b. rievocano solitudini, speranze, emozioni di un'adolescenza vissuta in periferia, tra mito dell'America e desolazione urbana, voglia di lottare e ferite lente a rimarginarsi. Canzoni di trent'anni fa che sembrano scritte ieri. PAOLO BATTIFORA
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Recensione su Il Corriere Mercantile dell'11-03-2008
Jamin T.B. La band genovese alla FNAC. Jamin t.b. è formata da Sandro Secchi (voce, chitarre e tastiere), Walter Romagnoli (voce, chitarra, armonica a bocca, percussioni) e Bruno Vitali (voce, chitarra acustica). Oggi sarà alla FNAC
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Intervista a Radio Genova Sound - 10 marzo 2008
A RadioGenovaSound facciamo il punto con Massimo Santimone sull'attività dei Jamin t.b., i concerti. gli appuntamenti. In anteprema: il progetto Emergendo, di cui si parlerà al concerto del 13 marzo.
Per ascoltare l'intervista clicca qui.
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Intervista a Radio Genova Sound - 20 febbraio 2007
Intervista in diretta a Radio Genova Sound con ascolto brani da Canzoni in bottiglia alla trasmissione Pausa pranzo condotta da Massimo Santimone. 20 minuti di chiacchere, idee, racconti e... musica. Grazie Massimo!
Per ascoltare l'intervista clicca qui
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Recensione de Il Secolo XIX dell'8 febbraio 2007
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Canzoni in bottiglia
Tre amici rimettono insieme una band dopo trent'anni e incidono un album
"È UNA FOTOGRAFIA CHE FISSA UN MOMENTO DELLA NOSTRA VITA"
WALTER ROMAGNOLI
TERAPISTA SOCIO- SANITARIO
"IL DISCO NASCE PER ESPRIMERE E COMUNICARE COSE INTIME E PUBBLICHE"
BRUNO VITALI SINDACALISTA
"PER LE NOSTRE MOGLI È IMPENSABILE. UN AMORE SEGRETO"
SANDRO SECCHI INSEGNANTE
«TUTTO è nato da una vecchia cassetta di brani di nostra composizione che, ritrovata per caso a distanza di quasi trent'anni, ho deciso di regalare a Walter per il suo compleanno. Senonché Walter ne ha fatto una copia per Sandro, il quale ha pensato bene di fare l'arrangiamento di qualche pezzo. E da lì è partito il nostro progetto». Prossimo ai cinquant'anni, già impiegato dell'Ansaldo e dell'Elsag, da tempo Bruno Vitali è un sindacalista nazionale della Cisl, spesso impegnato a Roma e su e giù per l'Italia in riunioni, assemblee, rinnovi contrattuali. Di un anno più giovane, Walter Romagnoli lavora con i disabili come operatore socio-sanitario specializzato nella riabilitazione psicomotoria tramite danza e musicoterapica. Infine Sandro Secchi, insegnante quarantenne di elettronica e consulente di informatica. Tre genovesi, amici di vecchia data, che a dispetto del lavoro, l'impegno in attività di volontariato, i figli da crescere, le perplessità delle mogli - «per loro, spiega Sandro, è qualcosa di incomprensibile, quasi noi avessimo un amore segreto» - e le mille incombenze della vita quotidiana, un bel giorno hanno deciso di riprendere in mano chitarre, tastiere e spartiti per realizzare quel sogno troppo a lungo rimasto chiuso in un cassetto: fare un disco. La passione, si sa, fa miracoli e se l'entusiasmo continua a essere quello dei vent'anni il gioco è fatto: l'aiuto di qualche amico professionista (Gianluca Polizzi, Marco Galvagno, Daniele Pinceti, Luca Lamari, Matteo Merli), uno studio di registrazione nel levante ligure ed ecco nascere “Canzoni in bottiglia”, approdo finale per dodici brani, con tanto di archeologica e ruspante bonus track dal vivo, in balia delle onde per quasi un trentennio. Il nome del trio? Jamin t-band (ovvero “temporary band”), a indicare un'esperienza senza pretese, tutta incentrata sull'amicizia e sulle canzoni, e a richiamare quella fatica, secondo il significato del noto termine genovese di origine araba, che nell'accomunare la maggior parte delle persone sul pianeta «ha riguardato un po' anche noi nel portare a termine questo lavoro».
Cresciuti a pane e cantautori - «i nostri miti erano Guccini, De André, De Gregori, Vecchioni e naturalmente il grande Dylan» - sorta di Crosby, Stills, Nash polceveraschi (Young deve essersi perso per strada) formatisi non già sulla West Coast ma più prosaicamente in quel di Bolzaneto tra case popolari e la raffineria di Garrone, i tre autori hanno trasposto in musica e parole, speranze, solitudini, slanci ed emozioni della loro gioventù, realizzando un disco genuino, diretto, personale. E poco importa se la produzione è artigianale, se i testi incappano in qualche ingenuità di troppo e se l'interpretazione vocale non va esente da talune lacune timbriche: «Fotografia - come sottolinea Walter, voce alla Ivano Fossati e anima più scura e intimista del trio - che fissa un momento della nostra vita» (e le foto più autentiche, si sa, risultano spesso un po' mosse e sfocate), il disco nasce dall'esigenza di esprimersi e comunicare, tirando fuori «cose intime e pubbliche - a parlare ora è Bruno che mai riusciresti a dire in un discorso e che ti aiutano a reagire alle vicende della vita».
Tre decenni sono passati, quegli adolescenti sono ora uomini maturi ma le loro anzoni in bottiglia sembrano essersi conservate in perfetto stato: «Quel che ci ha colpiti - confermano all'unisono - è l'attualità dei nostri testi, segno che molti problemi sono sempre gli stessi e che la fatica di vivere non muta».
Chitarre e armonica alla Neil Young e alla Bruce Springsteen aprono l'album, distribuito al momento in alcuni negozi di dischi di via del Campo e via Cairoli, con “Dell'America”, graffiante ballata sulla realtà americana (“È il vuoto sotto il grattacielo / è la folla enorme che si muove in silenzio”) e relativi miti di cui tutti noi, poco o tanto, ci siamo nutriti: «Pur avendo rappresentato molto per noi - osserva Bruno, voce nervosa, secca, metropolitana - l'America ha incarnato spess il mito della fuga, divenendo un modo per distogliere lo sguardo dalla nostra realtà e da chi ci sta attorno». Una demitizzazione suggellata in coda al pezzo dall'inno americano, stravolto e lacerato dalla chitarra di Jimi Hendrix nella mitica esecuzione di Woodstock.
Anni difficili i tardi Settanta, anzi plumbei e cupi: il '77, gli autonomi, le P38, quella Renault rossa in via Caetani, la rabbia e la violenza, la paura e la solitudine. Un clima pesante di cui si avvertono tracce in semplici flash (“Ed il cielo è di piombo”) e rimasto ben vivo nel ricordo personale di Bruno, all'epoca delegato sindacale: «Un giorno, in piazza Caricamento, fui avvicinato da un membro di Potere operaio che, senza tanti giri di parole, mi invitò a diventare un fiancheggiatore delle BR. Sono stati anni in cui si è invecchiati di colpo». Annidi ordinaria desolazione urbana, cantata dallo stesso Bruno in “Domenica stop”, lento da accendini e momento tra i più intensi dell'album: giorni tristi e sempre uguali (“La sera è finita / la domenica è andata / la gente è sparita”), asfittiche vite oppresse “in prigioni mentali” che sfilano via, consumandosi tra apatia e solitudine, egoismi e stanche parole (“Si parla, si parla / si parla troppo senza cuore”), Perché il vuoto dentro spaventa davvero. Ma forse sperare è ancora possibile, se è vero che qualcuno sta cantando al mondo, “al cielo, al vento / alla voglia di lottare ancora”. E se è a Genova che hai messo radici “posto assurdo dove vivo il mio contrasto / fra la montagna e il mio cuore più vasto”, il segreto, ci svela Walter in “Venezia e”, consiste proprio nel non farsi schiacciare da ciò che sembra incombere, volgendo invece lo sguardo verso l'immensità del mare, capace, di aprirci a nuovi orizzonti e incontri. Una suadente e mesta bossa nova culla i rapidi schizzi tracciati da Walter in “Storie”, partecipe riflessione su quanto fragile e casuale sia una condizione umana solita frantumarsi e ricomporsi “in sottili esistenze/ in ricordi sfumati/ in passaggi di cuore / in abbracci mentali / in ricordi d'amore”. Ora teneri, ora taglienti, perché in “Lettera da una caserma” (c'era una volta la naja.) “i ricordi sembrano coltelli” e “le ferite sgorgan litri di parole”. Un cantilenante sogno di speranza è “Isole lontane”, avvolgente mantra con Bruno a ribadire più volte un quanto mai attuale (il testo, ricordiamolo, è del 1979) “scappare dalla guerra”, mentre viaggia su ritmi rockeggianti “Il lungo treno lento” (è un caso che l'anno prima, il 1979, Dylan avesse sfornato “Slow train coming”?), dove la periferia “è già un grande fantasma” e spenti individui si ammassano, simili a “burattini che girano / e che sembrano umani”. Ai figli sono dedicate “Noi” e “L'ultimo miglio”, uniche due canzoni composte nel 2005, alla persona amata “Il sole per gli sciocchi”, canzone d'amore sui generis - avete presente , “C'è solo la strada” di Giorgio Gaber? - interpretata da Matteo Merli, alter ego di Franca Lai.
Già sono pronte una quindicina di nuove canzoni e la Jamin t-band sta seriamente pensando all'ipotesi di un secondo disco: le rispettive mogli dovranno nuovamente pazientare.
PAOLO BATTIFORA
battif@TISCALI.it.
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Recensione su Corriere Mercantile del 2 febbraio 2007
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Corriere Mercantile del 2 febbraio 2007
IL CD DEL GRUPPO JAMIN T –BAND
Metti le “canzoni in bottiglia”
Si chiamano “Canzoni in bottiglia” e un motivo c'è. Non solo perché sono realizzate da artisti genovesi che amano il mare, ma soprattutto perché arrivano da lontano. Dal passato, per l'esattezza, da anni che sembravano lontani e che invece sono tornati a far sentire il loro richiamo. Il gruppo Jamin t-band ha realizzato un album con brani che avevano scritto quando erano ragazzi. Li hanno. riascoltati per caso in una vecchia registrazione e si sono detti: «Però, mica male». Così si sono rimessi al lavoro, hanno aggiunto canzoni nuove ed è nato il cd “Canzoni in bottiglia”.
La Jamin t-band è formata da Sandro Secchi (voce, chitarre, tastiere), Walter Romagnoli (voce, chitarra, armonica a bocca, percussioni), Bruno Vitali (voce, chitarra acustica). Il nome del gruppo merita una precisazione: «“Jamin”, parola con radice araba, in genovese significa fatica e dà l'idea di quanto ci è voluto a mettere insieme questo lavoro in modo indipendente. Forse si scrive “giamin”, ma la j conferisce alla parola più larghi orizzonti» dicono i tre musicisti.
Quanto alla “t”, significa “temporary”. Il gruppo nasce infatti senza la pretesa di una lunga durata, il collante sono l'amicizia e le canzoni, spiegano i componenti del sodalizio.
Spiega Bruno Vitali, sindacalista metalmeccanico della Cisl: «Le nostre sono canzoni d'autore. Siamo cresciuti con i cantautori come Fabrizio De Andrè o Francesco Guccini. Poi qualcuno ascolta il nostro album ci sente magari echi della produzione di Fossati o altre influenze, va benissimo...».
Canzoni impegnate. quella della Jamin t-band? «Impegnate magari no, ma certamente, crediamo, non sono banali. Parliamo del rapporto con i figli, della difficoltà di essere genitore, specialmente nelle due canzoni scritte oggi, “Noi”'e “Un altro miglio”». In “Noi” Sandro Secchi si rivolge al figlio down. In “Un altro miglio” Bruno Vitali parla del figlio incoraggiandolo a superare un momento non facile. «I nostri non sono general-mente brani d'amore, anche se l'argomento c'è. C'è ancheuna canzone che forse è un po' invecchiata, l'avevamo scritta nel 1980, racconta in che modo noi vedevamo il sogno americano...» continua Vitali.
L'album è stato realizzato presso la Fabbrica Musicale del Levante di Gianluca Polizzi. Alla realizzazione del cd hanno partecipato GianLuca Polizzi, Marco Galvagno, Daniele Pinceti. Matteo Merli, Luca Lamari, Carlo Parola, Silvia Bozzo. “Canzoni in bottiglia” si può acquistare in alcuni negozi di dischi genovesi (Musica Gianni Tassio e Music Hall in via del Campo, Cairoli Musica e Dischi in via Cairoli). Commenta Bruno Vitali: «Il passaparola sta funzionando. parecchie persone hanno già acquistato l'album. Ora ci piacerebbe fare dei concerti, ma dobbiamo cominciare tutto da capo. siamo neofiti...». Pieni di entusiasmo e cose da dire, però.
RIFERIMENTI
DE ANDRÈ è un punto fermo per i tre artisti amanti della canzone d'autore. Vitali, Secchi e Romagnoli sono cresciuti ascoltando Faber e apprezzando Francesco Guccini. Nel loro album echi della produzione di Ivano Fossati
A.P.
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Blog di Ehol
Link al Blog
Jamin t.b. - Canzoni In Bottiglia
Gennaio 18th, 2007
Non vi spaventate se questa band e questo album non li conoscete.?È il primo album di una band (temporanea come dice il nome stesso : t.b. sta per temporary band) formata da tre miei cari amici che mi sono sentito in dovere di recensire (anche dopo le velate pressioni per un commento da parte di uno di loro ).
Canzoni in Bottiglia nasce … dunque … vediamo … 30 anni fa!?Si, avete capito bene : 30 anni. Quasi tutte le canzoni sono state composte tra il 1977 e il 1980 (tranne Noi e Un altro miglio scritte nel 2005) e come poeticamente descritto nel sottotitolo dell’album stesso, sono state affidate ai mari del tempo in una bottiglia e solo da poco sono state ripescate, ripulite, imbellettate e presentate al grande pubblico. Da qui il titolo.
Come commentare canzoni che provengono dagli archivi della memoria ? Beh, innanzittutto, come il realizzarsi del più classico dei sogni nel cassetto. E poi come l’affermare la potenza di testi che a distanza di tempo hanno ancora molto da dire e che possono suonare di stupefacente attualità.?Questo è uno di quegli album che viaggia sulla scia cantautorale dei grandi protesters degli anni ‘70, Guccini in particolare, ma che si rifà anche alla grande tradizione del cantautorato genovese (De Andrè, Tenco, Paoli, Fossati, e chi più ne ha più ne metta). Per cui una recensione che si possa ritenere degna di tale nome, deve per forza di cose scandagliare il primo punto di forza di tali tradizioni musicali : i testi.
Intanto, diciamo che tutti i testi (e le musiche) sono stati scritti da Bruno Vitali, Walter Romagnoli e Sandro Secchi, i tre componenti della band, (ma Secchi risulta accreditato solo per Noi, dolcissima canzone dedicata alla moglie e al loro “bellissimo figlio down” come recita la dedica nell’interno del libretto).?I testi di Vitali sono particolarmente critici verso la nostra società (Dell’America, Isole Lontane, Il Lungo Treno Lento, Inverno) e si sente la passione per un mondo che così com’è non è affatto soddisfacente e si vorrebbe potesse essere migliore.?Un miglioramento però che passa prima di tutto attraverso di noi, anche nelle piccole cose.?E nei sogni.?Più interiormente dibattute sono le canzoni di Romagnoli, spesso legate ad un’età giovanile piena di turbamenti d’amore (Lei-Sud) e di asfissia verso obblighi di cui non si condivide il senso (Lettera da una caserma), ma anche di dolente lamento verso un’esistenza provinciale e asfittica, che tarpa i grandi sogni e i grandi ideali (Storie, Venezia e).?Di Noi si è già detto, rimangono Il sole per gli sciocchi e Un altro miglio (quest’ultima, come detto, è recente), canzoni dedicate alla speranza di una vita che “Vale la pena” vivere qui e per la quale “abbiamo fra le mani, abbiamo in fondo agli occhi, il sole di domani, la cura per gli sciocchi“.?Testi poetici, mai banali, ispirati da un’età che non c’è più (i vent’anni), ma che certamente sono ancora (e purtroppo) tanto attuali.
Esaurito questo passaggio fondamentale, bisogna per forza di cose parlare della musica che accompagna (e lo dico senza retorica) questi poemi.?La musica è sorprendentemente fresca. E lo sottolineo perchè uno si aspetterebbe una certa “polvere” sopra le note, un segno del tempo che è passato.?Non che questo non si avverta comunque : d’altronde, per loro stessa ammissione, sappiamo in che epoca quasi tutte le canzoni sono state scritte. Ma l’operazione di riarrangiamento, di pulizia, di aggiornamento dei canoni melodici per portare il tutto ad un suono più aduso alle abitudini musicali del nostro tempo, mi sembra ben riuscita.?Per fare un esempio, l’intro e la melodia trainante di Venezia e, molto rockeggiante e a suo modo “heavy”, lasciano basiti. Ma in tutto l’album si sentono echi di ritmi esotici, schitarramenti furiosi, accompagnamenti orchestrali sontuosi e spesso, in ogni caso, una leggerezza e una varietà che è assolutamente piacevole.?Grande merito quindi a Secchi (e Polizzi) che, grazie ad un lungo e sapiente lavoro di manipolazione, ha(nno) ridato lustro a canzoni che altrimenti avrebbero avuto poco da dire se non agli amanti della musica di genere.?E tutto questo lo potete sentire grazie all’inserimento (come bonus track) dell’incisione originale di Dell’America fatta nel 1980: la differenza fra la prima traccia e l’ultima è notevole e bene dimostra il grande lavoro svolto.
Prima di concludere, una considerazione : mi rendo conto di non aver scritto neanche una pur minima critica all’album. Perchè non ce ne sono ??Beh, in effetti non è che abbia trovato particolari pecche, però se proprio devo dirla tutta , una pecca c’è :?le armonie vocali e l’uso che i nostri tre autori/cantanti ne fanno.?Mi spiego meglio : spesso sia Romagnoli che Vitali, pur avendo una voce potenzialmente bella, si appiattiscono su un modo di cantare che sembra più parlato che cantato.?Alcune canzoni poi, denunciano i limiti del loro range vocale, specialmente sugli acuti.?Questo maggiormente si evidenzia quando alcuni cantanti di professione (ci sono numerose persone che hanno collaborato al completamento del disco), cantano parti di canzoni o canzoni intere (come Matteo Merli ne Il Sole per gli Sciocchi): la differenza fra il cantare amatoriale e quello professionale stride parecchio.?Ma non si può pretendere la perfezione e comunque, devo dire, che dopo diversi ascolti questo è un particolare che passa in secondo piano.
In conclusione : un bell’album d’esordio (ma non ho idea se la band avrà un seguito. Come quasi tutte le produzioni indipendenti solo se avrà un margine di “guadagno” potrà sperare di continuare l’avventura. Poi, mi auguro per loro che non sia così ), un album che pulsa dei sogni e delle speranze di una generazione che non è la nostra ma che, volenti o nolenti, ci ha influenzato tanto e come tale merita rispetto e ascolto.?Se foste interessati all’acquisto (il cd è a prezzo speciale) lo trovate nel negozio storico di Gianni Tassio in via del Campo oppure nel negozio di dischi di via Cairoli (di cui al momento non ricordo il nome). Mi spiace, ma fuori Genova, per ora, non credo sia disponibile.
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